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domenica, 22 novembre 2009
la Pirelli prova a farci arrapare con i capezzoli di Miranda Kerr

La Pirelli produce pneumatici e quindi sta molto attenta a non usare modelle con le poppe di gomma per i suoi calendari promozionali. Nel calendario 2010, The Call di Terry Richardson, troverete delle modelle con delle poppe che vi sembreranno più piccole e morbide di quelle che vedete di solito in macelleria.
Il calendario è stato presentato a Londra ed è composto da 30 foto. Potevano farne 52 e lo facevano settimanale.
Le modelle sono molto belle: le australiane Catherine McNeill, Abbey Lee Kershaw e Miranda Kerr, l'ungherese Eniko Mihalik, l'olandese Marloes Horst, le britanniche Lily Cole, Daisy Lowe, Rosie Huntington, la serba Georgina Stojiljtoric e le brasiliane Gracie Carvalho e Ana Beatriz Barros.
Però adesso non abbiamo voglia di postare altre foto.
Clicca qui se hai meno di 3 anni e vuoi vedere la foto gigante di Miranda Kerr senza censura.
12:20 Scritto in AUSTRALIANA | Link permanente |
Commenti (5) |
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| Tag: miranda kerr, calendario pirelli 2010, miranda kerr nuda, miranda keer topless, miranda kerr nipple, miranda kerr pirelli 2010, terry richardson | OKNOtizie|
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Commenti
si ok non ha le poppe di plastica,ha un faccino pulito..ma sembra una bambina molto alta e troppo troppo magra..è quasi più sensuale la palma dietro..fanno così schifo le curve naturali?
A giudicare dalla sola foto di Miranda Kerr sembra un calendario per amanti delle ragazzine e non scrivo ped**ili perché mi fa schifo anche solo la parola!
Ha ragione zofia88, sembra una bambina troppo alta e sicuramente troppo magra.
Se queste sono le bellezze che dovrebbero far arrapare i maschi di mezzo mondo, allora siamo messi male.
Ma tanto..... O_o
Se penso che in Africa vorrebbero essere come me fisicamente...
Comunque altrove ho scritto che questo non è il solito calendario per camionisti, bensì per gommisti... e non l'hanno capita!
Troppe s***e mi sa che fanno perdere anche il sense of humour, oltre che il senso di percezione della realtà (quella dove vivono le donne vere e così tanto denigrate).
IL PUNCTUM nei calendari polioggettuali
La carica connotativa, in cui, come vuole Abraham A. Moles, sia intenso lo spazio semantico, cioè le coordinate che Osgood chiama Evaluation, Activity e Potency(E.A.P.) , corrisponde, in qualche modo, al punctum di Roland Barthes: nel caso del Pirelli o di altri calendari polioggettuali, il fotografo, disponendo di 12 esemplari per i 12 mesi, seleziona varianti e fissa temi, avvalendosi delle due pose che, come scrive Barthes , il cinema usa mescolando lo è stato dell’attore con quello del ruolo, ragione per cui può risultare non funzionale l’abbinamento tra la modella e il tema oppure non significativo il rapporto com’è sviluppato nella scena; oppure si accrescerà tanto la Polisemia e la Complessità che, poi, quel ruolo( quell’ è stato del ruolo) potrebbe divenire, nell’immaginario del lettore, il “significante del desiderio” costitutivo di quel corpo-simulacro: il ruolo Anni Venti di Michelle Hicks potrebbe essere considerato, in quanto è stato così polisemico e complesso, punctum evidente anche a distanza di anni e quindi presente nell’immaginario del lettore; così anche il ruolo Belle Epoque di Chandra North o Il Duemila della Wek .
V.S.GAUDIO, da:"Il Calendario Pirelli 1999 e il punctum ridotto della fascinazione", copyright 1999.
IL PUNCTUM nei calendari polioggettuali
La carica connotativa, in cui, come vuole Abraham A. Moles, sia intenso lo spazio semantico, cioè le coordinate che Osgood chiama Evaluation, Activity e Potency(E.A.P.) , corrisponde, in qualche modo, al punctum di Roland Barthes: nel caso del Pirelli o di altri calendari polioggettuali, il fotografo, disponendo di 12 esemplari per i 12 mesi, seleziona varianti e fissa temi, avvalendosi delle due pose che, come scrive Barthes , il cinema usa mescolando lo è stato dell’attore con quello del ruolo, ragione per cui può risultare non funzionale l’abbinamento tra la modella e il tema oppure non significativo il rapporto com’è sviluppato nella scena; oppure si accrescerà tanto la Polisemia e la Complessità che, poi, quel ruolo( quell’ è stato del ruolo) potrebbe divenire, nell’immaginario del lettore, il “significante del desiderio” costitutivo di quel corpo-simulacro: il ruolo Anni Venti di Michelle Hicks potrebbe essere considerato, in quanto è stato così polisemico e complesso, punctum evidente anche a distanza di anni e quindi presente nell’immaginario del lettore; così anche il ruolo Belle Epoque di Chandra North o Il Duemila della Wek .
V.S.GAUDIO, da: "Il Calendario Pirelli 1999 e il punctum ridotto della fascinazione", copyright 1999.
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