martedì, 09 novembre 2010

i comunisti hanno fatto un boom d'ascolti


Ieri sera Vieni Via Con Me, il nuovo programma di Rai Tre con Fabio Fazio e Roberto Saviano, ha fatto un boom di ascolti con una media di 7,600 milioni di spettatori, quasi doppia rispetto a quella del Grande Fratello (Canale 5).
Il picchio c'è stato durante l'intervento di Roberto Benigni che è stato visto da 9,320 milioni di spettatori.
Benigni è durato 30 minuti e non abbiamo capito perché il programma sia durato 9 ore.

Il pubblico ha sempre torto.

E' stato il programma più maschilista della storia. Non s'è vista una gnocca manco per sbaglio.
La cosa più vicina a una gnocca è stato Nichi Vendola, il leader gay di Sinistra Ecologia e Libertà.
Tutti 'sti uomini comunisti, cupi, in questo studio tutto nero a fare battute e ad autocompiacersi della propria bontà e intelligenza: due palle invereconde. Nemmeno a messa uno si fa due palle così.
"Ce ne andiamo o non ce ne andiamo dall'Italia?"... ma decidetevi, caz*o.
I soldi per rifarvi una vita all'estero voi comunisti li avete.  

mercoledì, 23 giugno 2010

Roberto Saviano non vuole finire all'obitorio


Fior fiori di giornalisti e opinionisti stanno criticando una foto che uscirà venerdì sull'ultimo numero di Max. C'è Roberto Saviano disteso su una barella da obitorio.
In un sondaggio del Corriere risulta che il 76% della gente considera l'immagine di "cattivo gusto", il 24% "ironica".

Lo stesso Saviano ha criticato questa foto sul suo sito ufficiale:
"Trovo il fotomon tag gio che mi rappresenta morto in obitorio di cattivo gusto. Un’immagine utilizzata per speculare cinicamente sulla condizione di chi come me, in Italia e all’estero, vive protetto. Un’immagine profon­damente irrispettosa per tutti coloro che per diversi motivi, spesso lon­tano dai riflettori, rischiano la vita. Tutta questa pressione sulla mia morte, poi, lascia sgomento me e la mia famiglia. Ad ogni modo rassicuro tutti: non ho alcuna intenzione di morire."
Perderemo qualche miliardo di visitatori, ma non siamo d'accordo.
L'immagine è sicuramente più di "cattivo gusto" che "ironica" (ma immaginiamo che Max non volesse fare sorridere ma semplicemente provocare), ma secondo noi non ha nulla di irrispettoso e, al limite, specula su Saviano, non su tutti quelli che nel mondo vivono protetti.
Se Roberto Saviano si autoproclama "simbolo" di tutti quelli che vivono protetti, l'immagine creata da Gian Paolo Tomasi, sarebbe ancora meno irrispettosa. Non si può rispettare l'arte solo quando ti fa i ritratti da superfigo.

Ormai i creativi, i buffoni o i giornali non possono più fare niente, nemmeno cercare di provocare le coscienze di quelli a cui non frega un c**o se uno scrittore, costretto a vivere sotto protezione, viva o muoia per mano della mafia.

mercoledì, 02 giugno 2010

perla del giorno: Marco Borriello...


Premettiamo che Roberto Saviano è un comunista, probabilmente una spia del KGB che fa un oscuro lavoro d'immagine per portare acqua al mulino dei suoi amici mangiabambini. Questo blog è fortemente contrario alla gente che mangia i bambini, soprattutto se sono comunisti, quindi Roberto Saviano non ci sta simpatico.
Detto questo, Marco Borriello, l'attaccante del Milan che è stato appena escluso dalla lista dei convocati per il Mondiale del Sudafrica, ha rilasciato un'intervista a GQ.
Ci sono alcune dichiarazioni, tipo questa...
"Per me Saviano è uno che ha lucrato sulla mia città. Non c'era bisogno che scrivesse un libro per sapere cos'è la camorra. Lui però ha detto solo cose brutte e si è dimenticato di tutto il resto."
In che senso? "Cose belle" tipo il Vesuvio o nel senso che la camorra fa ANCHE tante cose belle?
Passando a cose più importanti, Marco Borriello ha anche parlato di donne. Stava con Belen Rodriguez ed è un bel ragazzo, quindi vale la pena ascoltare la sua opinione in merito...
"Dico la verità: preferisco le belle donne. Se poi sono anche intelligenti e di sani principi, meglio, ma se sono stupide e di cattivi principi vanno bene lo stesso."
Bella intervista. Grande Borriello, bravo.
Mavatteneaffanc*lo, stattene a casa va.