martedì, 11 maggio 2010

la capoprogetto de La pupa e il secchione si è paragonata a Plauto


Leggiamo su TvBlog che Simona Ercolani, capoprogetto de La pupa e il secchione (Italia Uno), ha scritto una lettera per rispondere alle critiche di una parte del pubblico...
"[...] Il nostro programma non è “vergognoso” – non più di quanto lo siano le commedie di Plauto o i film di Alberto Sordi – perché non giudica e non “incita”, ma, semmai, mette in guardia. Le nostre “pupe” sono mostrate in tutta la loro palese insufficienza: tant’è che l’intera dinamica dello show ruota sulla necessità, per le pupe, di leggere, studiare e informarsi. Nella nostra televisione, invece, alle donne non viene richiesto mai altro oltre ad un corpo da esibire.

Mi stupisce infine che i contestatori, e soprattutto le contestatrici, non abbiano colto un aspetto fondamentale del programma: siamo i soli a denudare i maschi, a mostrarne i corpi non proprio entusiasmanti, a ridicolizzare il modello imperante secondo il quale al maschio è concesso di essere brutto purché intelligente.

Ma, soprattutto, non bisogna dimenticare mai che “La pupa e il secchione” è uno show: ci divertiamo a farlo, e lo facciamo soltanto per divertire il pubblico."
Secondo noi ha ragione e sbaglia chi dice a Simona Ercolani che dovrebbe vergognarsi. Ci sembra ingeneroso nei confronti di una commediografa le cui opere saranno studiate tra duemila anni in tutte le scuole di Cologno Monzese.