Belen torturata a Annozero

Ieri sera la sinistra ha affittato due ore su Rai Due per fare assemblea.
Tema all’ordine del giorno: L’Isola di Obama.
Sottotitolo: come vinciamo le prossime elezioni? andiamo in televisione? non andiamo? ci comportiamo come loro?
Traccia nascosta: se fossimo nel medioevo bruceremo le streghe, ma siccome è il 2008 e siamo su Rai Due facciamo pubblicità a un programma della rete.

Ospiti d’onore: Vladimir Luxuria e Belen Rodriguez.
Vladimir in veste di topo da laboratorio e Belen in veste di gnocca invitata alla festa.

Riassunto della puntata:
C’è Margherita Granbassi che parla dei giovani d’oggi che cercano scorciatoie per la popolarità. Lei ormai è vecchia.
C’è uno con qualche capello rosso (Rondolino… giornalista-staff D’Alema-scrittore-Grande Fratello-fiction Rai-marito di una autrice comunista di programmi Mediaset) che parla del lavaggio del cervello dei programmi di intrattenimento che scrive sua moglie.
C’è il direttore di Liberazione e una giornalista del Manifesto. Mancava solo Concita De Gregorio, direttrice de L’Unità… ma era a Porta a Porta dove c’era -di nuovo- il direttore di Liberazione.
C’è il classico invitato di destra, uno non tanto sveglio (Paragone, vicedirettore di Libero), che dice “se te la prendi con chi dice frocio devi anche prendertela con i gay che si travestono al gay pride”. Gli viene conferita una laurea in logica sul momento.
C’è Luxuria che dice pacatamente che l’omosessualità non ha confini politici. Prende la parola un ragazzo gay di destra e due minuti dopo gli dice tutta incazzata che se è gay e vota destra ha i paraocchi. Poi lo minaccia di querela perchè ha insinuato che lei aveva parlato male della Carfagna per i suoi trascorsi nello spettacolo. Guarda che ti querelo eh?!
In due minuti Vladimir Luxuria riesce a perdere tutti i punti simpatia che aveva guadagnato sbagliando la data del crollo del muro di Berlino sull’Isola.
Appare un ragazzo che sembrava sotto cocaina. Parla di Berlusconi e dice che lo rispetta perchè è uno che quando entra te ne accorgi. Non era Lapo.
Subito dopo appaiono un gruppo di ragazzi di sinistra intelligentissimi che fanno discorsi intelligentissimi. Sapevano tutto della televisione pur senza guardarla.
Riappare di nuovo Paragone che dice due stronzate.
Appare una impercettibile scritta subliminale: gli elettori di sinistra sono più intelligenti.
Un’altra subito dopo: Santoro che si fa una pippa.

Santoro finalmente arriva al dunque…
Santoro chiede seriamente a Belen se vuole entrare in politica. Belen si mette a ridere e stavamo per fare la ola perchè sembrava che stesse per dire “ma che caz-o dici?” e invece dice solo “ma dove vado io?”.
Santoro si mette a piangere. Belen non è di sinistra, o almeno non lo dice e no lo lascia nemmeno supporre.
Torturare con due ore di dibattito una gnocca (okay, opinabile) come Belen Rodriguez per non arrivare a nulla…

Belen torturata a Annozeroultima modifica: 2008-12-05T13:37:00+01:00da myenvy
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5 pensieri su “Belen torturata a Annozero

  1. Ciao sono d’accordo con la tua analisi un po’ meno su cio’ che ha detto Paragone (non erano stronzate le obiezioni fatte a Vladimir…).

    Comunque Belen (giustamente) era una invitata di “comodo” per celare il vero scopo della puntata e cioé mettere sotto torchio Luxuria. Un attacco a lei per la sua scelta di partecipare ad un reality. Cosa resta del reality vinto da Luxuria? Dopo la puntata di ieri sembrerebbe NIENTE! Solo Belen (vincitrice morale) in quanto intelligente e gnocca. Luxuria? Solo un nuovo personaggio ex famoso e importante (per il ruolo politico ricoperto) gettatosi in pasto al carrozzone televisivo illudendosi di portare avanti in modo efficace la sua battaglia per i diritti dei transgender…ma chi se ne frega di sti transgggg!!!

  2. luciano posso essere d’accordo con te che il gay pride è offensivo per molti gay, ma una persona è libera di esprimere se stessa come vuole se non lo fa con l’intento di nuocere ad altri.
    chi dice “frocio” invece ha l’intento di offendere.
    sono due cose diverse, non aveva senso metterle insieme nello stesso discorso.

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