Laura Drzewic… come caz-o si chiama era una bambina come tante altre…

Ma se vuoi diventare famosa almeno cambiati il cognome, che ‘sta caz-o di “z” non si capisce dove bisogna metterla.

Tgcom ha preso molto a cuore la carriera di Laura Drzewicka del Grande Fratello 9. Le ha fatto fare un calendario che pare che qualcuno abbia addirittura comprato.
Avremmo voluto farlo anche noi ma il giornalaio aveva finito tutte e due le copie. Pare che vada molto forte tra i ragazzi delle medie, gli ultimi due della classe. Nell’angolo al fondo.

Comunque, la pseudo-notizia è che Tgcom ha pubblicato delle foto di quando Laura era bambina. Il messaggio è: guardate, se ce l’ha fatta lei potete farcela anche voi, stupide bambine coi denti storti.
Infatti, la spiritosa Laura era un brutto anatroccolo ciccione con le sopracciglia unite (in realtà nelle foto si vede una normalissima bambina carina, solo con lo sguardo satanico)… ma adesso guardatela che splendore di donna in questo cazzo di calendario simil-porno. Perché non dovrebbe mostrare con orgoglio la sua carne, o quello che è?

Laura ha ripercorso la sua infanzia: “Mio padre beveva ed era molto aggressivo (nd.vip: dovrebbe essere quello che nella foto sopra sta lavando i piatti nell’angolo). Ricordo che spesso tentava di picchiare mia madre.[…] Ero grassa, i capelli unti, mamma me li lavava una volta alla settimana, avevo le sopracciglia unite, la più brutta della classe. Vedevo Kate Moss, così bassina come me e mi dicevo: ce la posso fare anch’io”.

Beh, adesso anche lei è un modello. Gli ultimi due della classe delle medie la vedono e dicono: ce la possiamo fare anche noi una pippa.

Laura Drzewic… come caz-o si chiama era una bambina come tante altre…ultima modifica: 2009-11-17T09:10:00+01:00da myenvy
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2 pensieri su “Laura Drzewic… come caz-o si chiama era una bambina come tante altre…

  1. Ho visto per curiosità le foto su TGcom. In effetti era brutta ( quanti sono belli nell’adolescenza?), ma non è che adesso sia molto meglio con quegli occhi da pazza e l’aria da night dell’est Europa. Bisogna proprio dar spazio a tutti, eh!

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