
Leggendo sui vari siti americani escono dei ritratti del Michael Jackson degli ultimi tempi un po’ contrastanti: o era uno su di giri imbottito di cocaina che non vedeva l’ora di tornare con i concerti di Londra, o era uno che non stava bene, imbottito di farmaci, che sarebbe stato costretto a buttarsi in questo tour.
Sebbene la prima ipotesi appaia subito poco convincente, forse qualcosa la si potrà capire ascoltando le canzoni inedite che ha lasciato in eredità.
Tra le 100 canzoni inedite, c’è un album di musiche composte sui versi del suo poeta preferito, Robert Burns. Uno dei migliori amici di Jackson, David Gest, ha dichiarato che volevano realizzare un musical sul poeta scozzese, ma le altre due persone coinvolte, Gene Kelly e Anthony Perkins, morirono e il progetto saltò; così i due si chiusero nello studio di Encino e realizzarono questo album che prima o poi verrà pubblicato.
Jackson avrebbe anche espresso a David Gest il desiderio di andare a vivere in Scozia, dove in passato aveva anche visionato alcune case.
Questa è una poesia di Robert Burns: Il mio cuore.
Il mio cuore è sulle montagne, il mio cuore non è qui;
il mio cuore è sulle montagne alla caccia del cervo,
alla caccia del cervo selvaggio e all’inseguimento del capriolo,
il mio cuore è sulle montagne, dovunque io vada.
Addio, o montagne, addio, o settentrione,
dove nacque il coraggio, dove dimora il valore;
dovunque io erri, dovunque io vaghi,
le colline della Scozia sempre amerò.
Addio, o montagne dalla cima coperta di neve;
addio, o declivi e verdi valli giù in basso;
addio, o foreste e boschi scoscesi;
addio, o torrenti e acque scroscianti.
Il mio cuore è sulle montagne, il mio cuore non é qui;
il mio cuore è sulle montagne alla caccia del cervo,
alla caccia del cervo selvaggio e all’inseguimento del capriolo,
il mio cuore è sulle montagne, dovunque io vada.
Michael Jackson forse non era felice della sua vita e del suo mondo, ma era come una specie di dandy che non riusciva a staccarsi da tutto quello che lo faceva soffrire.
M.J L’ANGElO!
Ti spremo come un limone
e bevo al tuo successone
Ti schiaccio come un sasso
quando smetti di fare l’asso
Dovevi ritirarti in un’isoletta
come Marlon Brando
che si prese la sua vendetta
mettendosi al bando
E se poi non resistevi
alla mancanza dei fan
di tanto in tanto potevi
tornare a fare Peter Pan